🇮🇹 Italia, verso l’Europeo: 4 suggerimenti per Spalletti

L'Italia saluta la mini tournée americana con un nuovo bagaglio di consapevolezza: le prove contro Venezuela ed Ecuador hanno permesso a Luciano Spalletti di registrare nel taccuino 4 suggerimenti da cui ripartire, in virtù di un Europeo sempre più dietro l'angolo

Federica Concas
16 Min Read

Un’Italia tutta nuova si è presentata al Red Bull Arena di Harrison per disputare la seconda amichevole, dopo la vittoria contro il Venezuela. Nella serata di domenica 24 marzo, Spalletti ha avuto la possibilità di valutare una formazione quasi del tutto stravolta. Novità fondamentali per capire fin dove gli azzurri possono spingersi e le reali potenzialità di tutta la rosa in vista del prossimo Europeo.

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Negli ultimi giorni si è spesso parlato di modulo tattico. Il 4-3-3 affidabile e affilato contro il 3-4-2-1 che ha creato qualche grattacapo specialmente nel secondo tempo contro l’Ecuador. Di certo c’è che Luciano Spalletti può ritenersi soddisfatto, pronto a ritornare in patria con nuovi suggerimenti su cui lavorare fissati nel taccuino. Alcuni dei quali potrebbero rivelarsi decisivi.

Voce del verbo sperimentare

Le amichevoli contro Venezuela ed Ecuador hanno permesso di sperimentare un’Italia che sta pian piano prendendo forma, con nuovi inserimenti ed altrettante certezze. Quanto emerso, sottolineato dallo stesso Barella a fine gara, è come gli azzurri pian piano stiano ridiventando un gruppo. Un auspicio importante dal momento che l’Europeo è oramai dietro l’angolo.

Il piano di Spalletti è proprio racchiuso qui. Nella ristretta forbice delle due amichevoli che hanno permesso di registrare importanti conferme ed interessanti novità dal punto di vista tattico. Un cambio modulo fortemente voluto dal tecnico che racchiuderebbe in sé la volontà di capire fin dove le qualità degli azzurri possano essere performanti.

Sperimentazioni importanti. Infatti, nonostante il 4-3-3 abbia di fatto garantito una maggior sicurezza, Spalletti ha continuato ad insistere anche sul 3-4-2-1. Una scelta che non nasce certamente dal nulla ma figlia di un importante strategia. Quest’ultima che potrebbe tornare utile all’Italia nei momenti più complessi.

Proprio nella partita giocata contro l’Ecuador, il tecnico ha sfruttato la possibilità di mettere in campo dai primi minuti nuovi interpreti. Giocatori che hanno permesso di valutare la questione modulo da un punto di vista differente. Ma qual è l’idea predominante che accompagna le sperimentazioni di Spalletti? L’intercambiabilità, un elemento indispensabile.

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Un 4-3-3 intercambiabile

Spalletti ha costruito le fortune del Napoli grazie al 4-3-3, un modulo che il tecnico sta ripresentando anche in nazionale. Tuttavia, le amichevoli disputate contro Venezuela e Ecuador hanno registrato scelte completamente opposte. Decisioni che apparentemente surclasserebbero una sensazione di continuità, per fare spazio a dubbi e congetture.

Un’intercambiabilità intrapresa non perché il tecnico dell’Italia non abbia le idee chiare ma perché il piano dello stesso è di non lasciare nulla al caso. Proprio come avvenuto nell’intensa avventura al Napoli, culminata con la conquista dello scudetto. ll cambio modulo può rappresentare un modus operandi sinonimo di sicurezza e non certamente di incertezza.

Infatti, la prima mossa di Spalletti è quella di avere innanzitutto la possibilità di poter usufruire di un modulo intercambiabile per far fronte alla prevedibilità, un fattore a rischio. Un vero e proprio nemico da combattere che solo una formazione dedita a più possibilità può gestire. Ecco che dunque il 4-3-3 dovrà essere in grado, all’occorrenza, di cambiare rapidamente.

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L’obiettivo dell’ex Napoli è che l’Italia dal 4-3-3 iniziale riesca senza grandi grattacapi ad assumere rapidamente un 3-4-2-1, 3-5-2 o un 5-4-1. Un’intercambiabilità su cui Spalletti sta lavorando fin dal suo insediamento a Coverciano e che le due amichevoli a stelle e strisce, contro Venezuela ed Ecuador, hanno ulteriormente avvalorato.

Lorenzo Pellegrini, Italia
Lorenzo Pellegrini, Italia*

L’usato sicuro targato Pellegrini-Barella

Tra cambio modulo e nuovi esordienti, l’Italia sta pian piano acquisendo l’identità spallettiana, partendo pur sempre dalle fondamenta. La due amichevoli made in America hanno fornito ancora una volta un’indicazione decisiva: l’usato sicuro targato Pellegrini-Barella. Un binomio fondamentale per uno schema tattico in continua evoluzione come quello azzurro.

Sono stati proprio i cosiddetti veterani ad aprire e chiudere il match, regalando agli azzurri una vittoria tuttavia più sofferta rispetto a quella ottenuta contro il Venezuela. In particolare modo è stata la prestazione di Pellegrini a registrare un importante cambio di passo. Giunto in concomitanza con l’arrivo di De Rossi nella panchina della Roma.

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Un gol in nazionale ritrovato dopo l’ultimo registrato il 7 giugno 2022, in Italia-Ungheria. Gara in cui, tra l’altro, era arrivata anche l’ultima rete dello stesso Barella, anch’esso autore di un’ottima performance contro l’Ecuador. Impreziosita del gol messo a segno al 94′. Senza poi dimenticare l’importante record: primo sardo a vestire la fascia di capitano con la maglia azzurra.

Ecco che, l’usato sicuro targato Barelle-Pellegrini ha rappresentato una garanzia per le prove tattiche dell’Italia. Una vera e propria roccaforte su cui Spalletti proverà a puntare deciso, al contempo, nel sperimentare nuove mosse supportato dalla presenza di uomini leader. Pilastri di un gruppo che di partita in partita acquisisce sempre più compattezza.

Italia-Ecuador, il gol di Barella

Tra rinascita e nuove emozioni

Lorenzo il Magnifico è tornato, il nuovo re della Sardegna invece avanza. Protagonisti nella serata contro l’Ecuador e candidati principali nel guidare l’Italia agli Europei. Tra rinascita e nuove emozioni, il binomio Pellegrini-Barella ha confermato la propria leadership anche in nazionale. Ritornando a rappresentare i capi saldi del gruppo.

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La carriera di Pellegrini, dopo un momento down, ha ripreso quota. Una rinascita che potrebbe rivelarsi decisiva in ottica nazionale. Viceversa, la continuità di Barella, capitano per una notte, è la risposta decisiva a chi affermava dopo la mancata qualificazione al Mondiale che l’Italia fosse totalmente da rinnovare.

Invece, l’Italia di Spalletti potrà contare sui capisaldi di uno spogliatoio che seppur cambiato si candida a rappresentare un gruppo ed una famiglia in costante crescita, così come affermato dallo stesso Barella. Lo scossone Mancini in tal senso si è rivelato decisivo, come d’altronde l’arrivo di Spalletti. Un tecnico a tratti maniacale che non lascia nulla al caso.

Una caratteristica fondamentale per giocatori del calibro di Pellegrini e Barella. Quest’ultimi a capo di una rivoluzione tattica pronta a dare una nuova identità all’Italia che, con l’aggiunta di nuove leve, vuole al più presto risollevare la china. Con l’obiettivo Europeo che, seppur complesso, rappresenta più che mai una vera e propria rinascita.

Mateo Retegui, Italia
Mateo Retegui, Italia @Twitter

Le nuove leve

Tra le indicazioni importanti riscontrate dal doppio impegno della nazionale non vi è solo l’intercambiabilità del modulo e l’usato sicuro Pellegrini-Barella. A rendere proficuo il lavoro di Spalletti ci sono state anche le performance delle nuove leve chiamate a rapporto. Calciatori pronti a giocarsi una chance importante relative al prossimo impegno in Europa.

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Tra le nuove leve sono in particolare due i profili ad aver attirato l’attenzione, uno dei quali ha inoltre esordito per la prima volta con la maglia azzurra. A brillare nell’amichevole contro il Venezuela è stato Matero Retegui. L’argentino, naturalizzato italiano, non è una novità in nazionale. A puntare sull’attaccante era stato lo stesso Mancini.

Tuttavia, il giocatore sceso in campo giovedì nulla ha a che vedere con le precedenti performance che avevano lasciato l’amaro in bocca. A suon di spallate e gol, Retegui ha convinto Spalletti. Ma anche una buona parte dei detrattori che hanno sottolineato la scarsa attitudine registrata con il Genoa, di inserire la palla in rete.

Da annoverare c’è anche la performance dell’esordiente Bellanova che contro l’Ecuador ha disputato una gara molto ordinata e tatticamente impeccabile. Il giocatore del Torino con l’ultimo modulo utilizzato da Spalletti può sognare l’Europeo. Con l’obiettivo di ritagliarsi uno spazio, in virtù anche dei dubbi che ancora attanagliano il tecnico.

Gli esordienti

Tra scelta di modulo e intercambiabilità, il ct azzurro dovrà anche prendere una netta posizione sui nomi da inserire in rosa per l’avventura all’Europeo. Alle vecchie certezze potrebbe aggiungersi qualche novità. In tal senso, sono in tutto 4 i giocatori che il tecnico dell’Italia ha fatto esordire per la prima volta in Nazionale. Giocatori che mirano alla convocazione.

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Il primo esordio dell’era Spalletti è toccato a Destiny Udogie, il 14 ottobre contro l’Inghilterra. Gli altri tre debutti invece si sono registrati proprio nelle ultime due amichevoli contro Venezuela ed Ecuador. A scendere in campo per la prima volta con la maglia azzurra è stato Andrea Cambiaso, il 20 marzo. Autore di una gara tuttavia sufficiente.

Nell’ultimo match contro l’Ecuador, vinto e giocato nella serata di ieri 24 marzo, Spalletti ha dato spazio anche a Vicario e Bellanova. Ad aver attirato l’attenzione in particolare è stato il quest’ultimo, con le sirene di mercato accese dopo l’ennesima conferma. Potrebbe essere proprio il difensore granata il prossimo valore aggiunto della rosa azzurra.

Bellanova ha impreziosito la serata contro l’Ecuador candidandosi al prossimo Europeo, consapevole tuttavia di avere davanti a sé una strada tutt’altro che semplice. Molto dipenderà da come si concluderà il percorso stagionale con il Torino. Anche se è pur vero che Spalletti si è sempre basato principalmente sulla performance dei singoli con la maglia azzurra.

Federico Chiesa, Italia
Federico Chiesa, Italia @livephotosport

L’altra parte della medaglia

Come ogni considerazione che si rispetti in qualsiasi avventura raramente funziona tutto a dovere. Durante la tournée americana, sono tante le indicazioni positive giunte a Spalletti. Anche se, l’altra parte della medaglia pone l’accento anche su quel che non ha effettivamente funzionato. Tuttavia, una premessa prima dell’analisi è d’obbligo.

L’intercambiabilità del modulo citata a più riprese non ha costituito certamente un elemento semplice per la rosa. Come d’altronde il riadattamento e l’ampio turnover optato da Spalletti. Proprio per questo tra le diverse prestazioni convincenti registrate, ci sono anche prove meno brillanti. Termometro che sale e scende in vista dei prossimi Europei.

Situazioni monitorate dal tecnico che sarà chiamato nelle prossime settimane a fare scelte decisive, alcune dolorose altre meno. Ed in parte figlie anche di quanto visto nelle due amichevoli contro Venezuele ad Ecuador. In tal senso, sono diversi i nomi che non hanno destato una buona impressione. Tra questi anche la prova disputata da Federico Chiesa.

Il giocatore della Juventus non ha ancora ritrovato il sorriso, portandosi dietro gli strascichi di un periodo assai complesso. La convocazione del numero 7 tuttavia non dovrebbe essere in dubbio, in virtù dell’apporto che Chiesa ha dato all’Italia nell’ultimo anno e mezzo. Tuttavia, la speranza di Spalletti è che il bianconero ritrovi al più presto la retta via.

Spalletti, CT Italia
Spalletti, CT Italia @Twitter

Cosa non ha funzionato

Oltre alla questione Chiesa, in particolare a non aver funzionato sono le performance dei giocatori più attesi. Tra questi Buongiorno e Bonaventura. Il primo, vero e proprio oggetto di mercato, con l’ingenuità del fallo da rigore su Rondon ha registrato l’ennesimo passo falso in maglia azzurra. Un atteggiamento che non è piaciuto nemmeno ai tifosi.

Per quanto concerne la prestazione di Bonaventura, la questione è ancora più calda. Autore di un errore madornale in fase di impostazione, che ha permesso a Machis di trovare il gol del pareggio, la bocciatura per il centrocampista della Fiorentina rischia di essere dietro l’angolo. Non un’ingenuità quella commessa ma un errore tecnico che non può passare inosservato.

Così come d’altronde la prova deludente dimostrata da Udogie. Il giocatore del Tottenham è apparso impacciato ed in difficoltà. Una brutta copia del brillante difensore che sta regalando importanti giocate in Premier League. Anche in questo caso, la convocazione all’Europeo rischia di saltare. In virtù anche del fresco approdo in maglia azzurra, datato 14 ottobre 2023.

C’è poi l’eccezione Raspadori, non una bocciatura vera e propria. L’attaccante del Napoli subentrato negli ultimi minuti contro il Venezuela è stato invece schierato dal 1′ contro l’Ecuador, con il compito di ricoprire il ruolo di punto di riferimento offensivo nel 3-4-2-1. Un modulo sconosciuto al giocatore che ha faticato a costruirsi un personale posto al sole.

Esultanza Italia
Esultanza Italia @livephotosport

L’Italia a rapporto

Come anticipato ed evidenziato, sono diverse le situazioni positive che si sono alternate a quelle meno confortanti. Tuttavia, ad onor di cronaca, le rispettive amichevoli hanno rappresentato per l’Italia di Spalletti una ghiotta occasione. Molto più valida di quanto lo stesso tecnico si aspettava alla vigilia. In virtù dei numerosi nomi che si sono messi in evidenza.

L’Italia al rapporto raccoglie un bilancio positivo. Un contributo che potrebbe rivelarsi decisivo, in attesa delle ultime amichevoli che verranno disputate il prossimo giungo. Gli azzurri, prima di iniziare l’importante percorso all’Europeo, saranno infatti impegnati contro Turchia e Bosnia Erzegovina. Due match maggiormente duri rispetto a Venezuela ed Ecuador.

Partite in cui Spalletti andrà a rafforzare le proprie idee tattiche, dopo la lista che il ct azzurro compilerà a fine campionato. 23 giocatori su cui dipenderà il futuro prossimo della nazionale, con qualche sorpresa dell’ultima ora che potrebbe registrare anche eccellenti esclusioni. L’Italia a rapporto: seguono tre mesi di fuoco.

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