🎭 Atalanta show, un modello per l’Europa: Gasperini tra gloria e futuro

Il secco 0-3 rifilato al Napoli conferma ancora una volta l'Atalanta tra le realtà più virtuose della Serie A: la Dea è un modello in Europa tanto per gioco espresso quanto per gestione societaria, ed ora Gasperini punta ad un trofeo prima di sciogliere i dubbi sul suo futuro

Lorenzo Zucchiatti
16 Min Read

Fino a qualche tempo fa uno 0-3 in casa del Napoli avrebbe fatto un certo scalpore, e invece tale risultato passa quasi in sordina, almeno dal lato Atalanta. A vedere la Dea offrire tali prestazioni ci stiamo di fatto abituando, da quando un uomo di 66 anni di nome Gian Piero Gasperini, nel lontano 2016, decise di accettare la corte dei Percassi ed iniziare uno dei percorsi più virtuosi e degni di nota che la Serie A può raccontare.

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Un viaggio che ha portato i bergamaschi dalla costante lotta per non retrocedere a calcare i palcoscenici più prestigiosi d’Europa, grazie ad un modello d’efficienza, tanto sul campo quanto in dirigenza, invidiabile. I punti di forza dell’Atalanta sono molti, e la voglia di coronare tale progetto con un trofeo è tanta. Alle porte di aprile, oltre alla lotta Champions, Gasperini può sognare, tra semifinale di Coppa Italia e quarti di Europa League, per poi decidere in estate “cosa fare da grande”.

Difesa a due facce: tra gioventù ed esperienza

Una squadra sempre propositiva e votata all’attacco quella di Gasperini, ma quest’anno la retroguardia non è stata lasciata al caso. Un mix di gioventù ed esperienza che sta permettendo alla Dea di essere attualmente la 5ª difesa della Serie A (dietro Inter, Juventus, Bologna e Torino) con 32 reti subite. Le due facce del pacchetto difensivo costituiscono un connubio che, anche a Napoli, si sta rivelando vincente.

A cominciare da un Carnesecchi che si è preso con merito la titolarità in porta ed è risultato insuperabile per Osimhen e compagni, come successo in altre occasioni quest’anno. Lui come Scalvini, uscito per un infortunio che preoccupa Gasperini per i prossimi impegni, sono la gioventù che avanza, speranza di successo tanto per l’Atalanta quanto per la Nazionale italiana.

Giorgio Scalvini, Atalanta*
Giorgio Scalvini, Atalanta*

Oltre poi ad un Hien, arrivato dal Verona a gennaio, che sta entrando nei meccanismi oliati della Dea, le vere sorprese sono Djimsiti e Kolasinac: il primo è protagonista della sua stagione per distacco migliore da quando veste la maglia dell’Atalanta, uno dei centrali più affidabili di questo campionato. Il secondo, arrivato a zero in estate tra la scetticismo generale, è un braccetto di sinistra che non sta sbagliando quasi niente in stagione.

Garanzia esterni: Holm e Ruggeri i nuovi Hateboer e Gosens

Impossibile non citare poi la garanzia dell’Atalanta, quel ruolo che con Gasperini ha assunto tutto un altro sapore. Anche quest’anno gli esterni stanno giocando un ruolo fondamentale nel gioco della Dea, a cominciare da uno Zappacosta che, nonostante l’età che avanza e qualche fisiologico acciacco, non molla di un centimetro e continua a macinare kilometri sulla fascia come un ragazzino.

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Quest’anno però sono le nuove leve ad aver dato il plus in più all’Atalanta in quella zona di campo. Ruggeri è stata la sorpresa più grande, passando dall’anonimato dell’anno scorso (15 presenze e 1 assist), a punto fermo di Gasperini in questo (32 presenza, 1 gol, 6 assist). Accanto al classe 2002, un Holm atteso a lungo e finalmente sugli scudi, dopo una prima parte di stagione molto opaca e caratterizzata da un importante ritardo di condizione.

Emil Holm, Atalanta
Emil Holm, Atalanta @LPS

Trattasi insomma dei nuovi Hateboer e Gosens, non ancora al loro livello nel prime ma sulla buona strada per non farli rimpiangere, visto che il primo, dopo i numerosi infortuni, non sembra più lo stesso, e il secondo milita all’Union Berlino dopo aver fallito all’Inter. Facile immaginare come Holm e Ruggeri sperino che Gasperini possa rimanere, vista la capacità di farli rendere al meglio, ma del futuro del tecnico parleremo più avanti.

Legna e talento: non solo Ederson e Koopmeiners a centrocampo

Lo show dell’Atalanta inizia però a centrocampo, dove quest’anno sono tanti i giocatori che stanno rendendo alla grande. Un mix perfetto di talento e legna che risulta difficile da contenere per le squadre avversarie. La scena se la prendono i due giocatori per distacco più appariscenti, destinati anche ad infiammare il mercato estivo: Ederson e Koopmeiners.

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Il brasiliano, dopo le buone cose mostrate a Salerno, sta facendo un salto di qualità notevole in questa stagione, risultando il centrocampista moderno box to box che tutte le migliori squadre d’Europa bramano. Va da se però che ciò che sta facendo Koopmeiners ci mette di fronte ad un giocatore destinato molto presto ad un top club.

Ederson, Atalanta
Ederson, Atalanta @Twitter

35 presenze stagionali condite da 13 gol e 4 assist lo iscrivono nella lista dei centrocampisti migliori d’Europa senza troppe discussioni, ed è lui il vero trascinatore dell’Atalanta tanto in campionato quanto nelle coppe (miglior marcatore della squadra quest’anno). Intorno a lui i sempreverdi De Roon, Pasalic alzano esponenzialmente il livello delle loro prestazioni, e il risultato è una squadra solida dietro ma che può sprigionare talento e cavalli quando attacca.

Luci e ombre in attacco: attesa per Scamacca e non solo

La cosa che fa specie è il fatto che l’Atalanta stia ottenendo grandi risultati con un attacco al quale non ci sentiamo di dare più di 6.5, al netto di essere il 4° in Serie A per reti segnate (dietro a Inter, Milan e Roma). Perché? Se andiamo ad analizzare il rendimento dei singoli, notiamo luci e ombre per ognuno di essi, a partire da un Miranchuk che si è sicuramente rilanciato bene, ma al quale manca quella continuità per diventare un giocatore da big.

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Stesso discorso vale per le due grandi scommesse dell’Atalanta dell’estate scorsa: dopo un grande inizio di stagione, di è spenta nell’ultimo periodo la fiammella di Charles De Ketelaere, comunque autore di 10 gol e 7 assist. L’obbiettivo di Gasperini è recuperarlo per un finale di stagione che, tra campionato, coppa ed Europa, ha bisogno di tutti, per poter poi pensare al riscatto da 22 milioni da recapitare al Milan.

Scamacca, Atalanta
Scamacca, Atalanta @Twitter

Il grande salto però lo deve fare Gianluca Scamacca, giocatore su cui sono riposte le speranze dell’Atalanta di centrare gli obbiettivi stagionali e dell’Italia per Euro2024. 10 gol e 3 assist in 30 presenza sono un risultato discreto ma non sufficiente per un giocatore che, a più riprese, dimostra di avere doti tecniche e balistiche fuori dal normale. Manca la continuità, un aspetto che anche un mago come Gasperini sta faticando a tirare fuori.

Quello un po’ più costante, risultato l’uomo in più della Dea anche l’anno scorso, è Ademola Lookman, i cui numeri sono leggermente più bassi anche a causa della Coppa d’Africa e del conseguente infortunio. Atalanta che spera poi che la 2024/25 possa essere la stagione di El Bilal Touré, infortunatosi pochi giorni dopo il suo arrivo a Bergamo ed intento a collezionare le sue prime presenze in queste settimane.

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Champions League da riconquistare: il calendario della Dea

Una stagione di transizione per l’Atalanta quella di due anni fa, che l’ha vista rimanere fuori dalle coppe, ricaricare le batterie e rilanciarsi nello scorso. Ora però c’è una Champions League da riconquistare, una competizione che ha fatto sognare i tifosi della Dea: dal celebre ottavo di finale del 2019/20 perso contro un PSG che, fino al recupero, perdeva 1-0, fino alle due edizioni successive, terminate la prima agli ottavi con il Real Madrid e la seconda ai gironi.

Atalanta-PSG
Atalanta-PSG @Twitter

Con anche l’aiuto del ranking UEFA che, salvo sorprese, dovrebbe regalarci una squadra in più in Champions League, l’Atalanta può legittimamente sperare di entrare nelle prime 5: in attesa delle rispettive gare, Roma a +1 e Bologna a +4, senza dimenticare però che la banda di Gasperini deve recuperare la gara con la Fiorentina, rimandata dopo la tragica scomparsa di Joe Barone.

E cosa dice il calendario della Dea? Al netto del doppio confronto con Fiorentina e Liverpool in Coppa Italia ed Europa League, in campionato resta un solo vero scontro diretto, contro la Roma alla terz’ultima giornata, ma sono poche le sfide contro avversari che, verosimilmente, non hanno o non avranno nulla da chiedere: Gasperini affronterà in sequenza Cagliari, Verona, Monza, Empoli, Salernitana, Roma, Lecce e Torino.

Bergamo brama un trofeo: sogno Europa League, obbiettivo Coppa Italia

Va bene la qualificazione in Champions League, importante tanto a livello economico quanto per prestigio per la piazza, ma Bergamo brama un trofeo, un riconoscimento che metterebbe qualcosa di concreto accanto allo straordinario lavoro fatto da Gasperini in questi anni. È ciò che gli scettici del tecnico nerazzurro gli imputano da tempo, ma ora la doppia occasione è servita, con Coppa Italia ed Europa League ancora in ballo.

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E in effetti il trofeo nazionale sembra il vero obbiettivo dell’Atalanta, o quanto meno il più raggiungibile, come confermato dallo stesso Gasperini nel post Napoli: “Il trofeo a cui possiamo arrivare più vicino è la Coppa Italia, una squadra come la nostra può ambire massimo a quello. Bergamo è meno pretenziosa rispetto ad altre piazze e questo fattore può aiutare ad arrivare lontano, noi non ci tireremo indietro per nulla. Speriamo di alzare un trofeo”.

Esultanza Atalanta
Esultanza Atalanta @livephotosport

Per arrivare alla finale, ecco il remake della Coppa Italia 2019, quando anche in quel caso fu Atalanta-Fiorentina in semifinale: dopo il pirotecnico 3-3 del Franchi, la Dea si impose 2-1 al ritorno, con le reti di Ilicic e Gomez, conquistando la finale poi persa 0-2 all’Olimpico contro la Lazio. Al campo l’ardua sentenza.

Solo un grande sogno dunque l’Europa League, che nella testa di Gasperini deve essere vissuta con la leggerezza di chi non ha niente da perdere. E come dargli torto se negli ottavi di finale sei costretto a batterti con il Liverpool di Klopp, squadra evidentemente una spanna sopra tutte le altre. Ma sognare non costa nulla, come fu nel lontano 25 novembre 2020, quando l’Atalanta divenne la 5ª squadra italiana (la 2ª in Champions League dopo la Fiorentina nel 2009) ad espugnare Anfield.

8 o più per Gasperini? Dal nuovo ciclo all’Arabia

Ed eccoci qui dunque, a ciò che ogni anni i tifosi si chiedono con un pizzico di timore: ci sarà ancora Gasperini a guidare la Dea l’anno prossimo? In un calco moderno che sembra non poter ammettere permanenze troppo lunghe nello stesso nido, le 8 stagioni del tecnico di Grugliasco sono un’eccezione che ne fanno un Ferguson in miniatura, sebbene non con lo stesso palmares e caratura. Il futuro appare ad oggi indecivrabile.

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Ad ottobre 2023, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, l’ex Inter e Genoa aveva dichiarato: “Non so se farò in tempo a fondare un nuovo ciclo, potrebbe anche essere giusto che finisca con questo, vedremo più avanti. La proprietà americana garantisce un futuro alla società, anche se io sono legati ai Percassi. Ora contano molto analisi, algoritmi, che sono utili ma non sempre funzionano nel calcio”.

Gasperini, Atalanta
Gasperini, Atalanta @livephotosport

Parole non troppo confortanti per l’Atalanta, nonostante pochi mesi prima, ad inizio giugno, fosse arrivato il prolungamento di contratto fino al 2025 con opzione per il 2026. E in effetti, benché i giocatori siano cambiati, rimane uno zoccolo duro costante e fedele a Gasperini, forse poco convinto che, quando giungerà il momento di una rivoluzione per continuare a stanziarsi in Europa con costanza, lui possa essere ancora la persona giusta per condurla.

Dovesse effettivamente rifiutare di dare il là ad un nuovo ciclo, non sarebbe neanche facile capire dove possa finire, con l’idea Arabia che potrebbe tornare prepotentemente: “C’è stata la possibilità di andarci, ma non ero pronto ed avevo un impegno. Arabia ancora possibile? Solo se avessi la convinzione di poter portare qualcosa di nuovo. Così avrebbe un senso oltre i soldi. Sarebbe il coronamento di una carriera”. Non resta che attendere; prima Gasperini, tra Italia ed Europa, ha ancora molto da giocarsi.

Mercato in stile Atalanta: Koopmeiners per rimpolpare la rosa

La decisione che prenderà Gasperini sul suo futuro potrebbe chiaramente condizionare anche quello di alcuni giocatori della rosa, che potrebbero percepire il cambio di ciclo e cercare altri lidi. Il modella Atalanta rimane però sempre lo stesso sul mercato, improntato su uno scouting sfrenato e di altissimo livello che individui profili non troppo conosciuti da rivendere a peso d’oro.

Koopmeiners, Atalanta
Koopmeiners, Atalanta*

Caldara, Conti, Castagne, Romero, Kessié, Gagliardini, Gosens, Kulusevski, Hojlund, e potremmo andare avanti. Tutte plusvalenze milionarie che fanno dell’Atalanta una società estremamente solida. la storia è pronta a ripetersi con Teun Koopmeiners, pronto al sacrificio per rimpolpare la rosa che affronterà la prossima stagione. Lo stesso giocatore ha dichiarato di essere pronto per lasciare l’Atalanta per il grande salto, anche se i Percassi non faranno sconti.

La richiesta di 60 milioni è importante, ma la Juventus è convinta, con un lungo braccio di ferro e la possibilità di inserire contropartite quali Soulé, Iling e Huijsen, di giungere ad un accordo per farne il perno del proprio centrocampo. Discorsi che a giugno infiammeranno il mercato, ma per il momento l’olandese, come tutta l’Atalanta pensa ad un finale di stagione che può passare da tragico e memorabile in un batter d’occhio, tra qualificazione in Champions League, Coppa Italia ed Europa League.

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